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ulster sotto la cenere

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Correva l'anno del Signore 1015, il regno dell’Ulster era rimasto senza un legittimo erede al trono. Per dare una svolta all'impasse si decise che una regata avrebbe incoronato il nuovo sovrano: la prima mano che avesse toccato la riva d’Irlanda sarebbe divenuto il nuovo re. Pur di vincere Heremon O’Neill si tagliò la mano sinistra e la lanciò sulla costa ottenendo il diritto di fondare la prima città. Sotto la cenere si cuociono le patate, avvolte nella stagnola, forse con un cuore scavato e pieno di uovo; fumanti, un po’ di pepe. Oppure sotto la cenere cova la brace, quella che scotta senza farsi vedere, quella che è pronta e disponibile a ravvivare la fiamma, a farla scaturire ancora dal nulla del grigio. Sotto la cenere accadono cose che da sopra non si vedono, si possono solo intuire dal tepore che affiora. Da lì dobbiamo capire cosa potrebbe accadere: tornerà tutto nel grigio? o divamperà nuovamente nel fuoco vivo? La morbidezza della cenere ci inganna, ci confonde il tepore che irradia, sotto la cenere c’è ancora la brace viva, appena arancio se non bianca, forse un grigio che pulsa ma c’è, e aspetta solo un innesco, una paglia, un rametto, per divampare ancora una volta e mangiare tutto. Con queste folli premesse è possibile eludere un viaggio in Irlanda del Nord? Da Belfast a Derry lungo la costa, passando per la Giant Causeway, un viaggio attraverso il verde acceso della campagna, coperti da un cielo commovente e sopra il grigio della cenere delle città, sotto cui covano braci accese da molti secoli.

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