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esafluoruro di zolfo

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Non so perché sono qui, non so chi sono né da chi vengo. L’unico credo è il grasso che stendo sui miei muscoli; l’unica certezza è nel mio corpo lucido e abbronzato; l'unica forza sono le mie braccia capaci di brandire pugni come clave; sono le uniche sicurezze capaci di proteggermi da questa realtà che mi circonda e non capisco, mi impegno ma non capisco, che prova a schiacciarmi in ogni modo e non so perché. Ci sarà ben un motivo ma non lo capisco, non riesco, l'Altissimo sa se ho tentato di farlo ma non riesco a farmene ragione. E questo sciame di mosche che mi riempie la testa e mi offusca la vista, questo sciame nero come l'acqua dello Stige che riempie il mio sguardo, io senza più una goccia di latte o una moneta sulla lingua, intrappolato tra lo ieri e il mai più. Vola lo sciame, preme da dentro e non riesco a sopportare il dolore. Ora tutti intonano lievi canti funebri mentre io Herakles finalmente brucio, dissolvo il mio umano, muto in divinità trascendendo l'equivoco della mia nascita, della mia vita. Finalmente per sua misericordia e nel rombo di Zeus mio padre, proprio lui mi rassicura riguardo al mio futuro sull'Olimpo al fianco di Ebe divina coppiera, per contrappasso entità del perdono e della misericordia che mai conobbi. Come naturale e giusto si è avverata la voce dell'oracolo, quel poco pensare cui posso ambire: morire per mano di un morto.

È capitato a tutti: impari qualcosa, sei felice, ti dimentichi di frenare. Paolo Sorrentino - Youth

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