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stabilizzazione fermare la luce

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La stabilizzazione fotografica è una tecnologia che serve a ridurre o eliminare il mosso causato dai piccoli movimenti della fotocamera durante lo scatto. È particolarmente utile quando si fotografa a mano libera con tempi di esposizione relativamente lunghi, con teleobiettivi o in condizioni di scarsa illuminazione. Quando teniamo la fotocamera in mano, anche se cerchiamo di rimanere immobili, il corpo macchina compie piccoli movimenti. Durante un'esposizione lunga, questi movimenti possono trasformarsi in una scia o in una perdita di nitidezza. La stabilizzazione rileva questi movimenti e cerca di compensarli in tempo reale. Esistono principalmente tre sistemi: la stabilizzazione ottica nell'obiettivo — OIS all'interno dell'obiettivo alcuni elementi ottici vengono spostati da piccoli motori per compensare il movimento della fotocamera. È particolarmente efficace con i teleobiettivi, dove anche un piccolo movimento può produrre un evidente spostamento dell'immagine.

La stabilizzazione sul sensore — IBIS in questo caso è il sensore della fotocamera a muoversi leggermente in direzione opposta al movimento rilevato. Il vantaggio è importante: una volta presente nel corpo macchina, la stabilizzazione può funzionare con numerosi obiettivi, compresi quelli privi di stabilizzazione ottica.

Infine la stabilizzazione elettronica utilizzata soprattutto nelle fotocamere e nelle videocamere digitali. Il sistema utilizza informazioni provenienti dal sensore e dal giroscopio e può compensare il movimento attraverso un'elaborazione digitale dell'immagine. È molto comune anche negli smartphone e nella registrazione video.

La stabilizzazione viene spesso indicata con il numero di stop che permette di recuperare: per esempio, una stabilizzazione dichiarata di 4 stop significa, in condizioni ideali, poter utilizzare un tempo circa 16 volte più lungo rispetto a quello normalmente consigliabile per evitare il mosso. Un esempio semplificato: senza stabilizzazione: 1/125 s, con +1 stop: 1/60 s, +2 stop: 1/30 s, +3 stop: 1/15 s, +4 stop: 1/8 s. Naturalmente si tratta di valori indicativi: la reale efficacia dipende dalla fotocamera, dall'obiettivo, dalla lunghezza focale e dalla capacità del fotografo di mantenere stabile l'attrezzatura.

C'è però un aspetto fondamentale: la stabilizzazione corregge il movimento della fotocamera, non quello del soggetto. Se fotografiamo una persona che corre utilizzando 1/15 s, la stabilizzazione può mantenere relativamente ferma la scena rispetto al movimento della fotocamera, ma la persona potrebbe comunque risultare mossa. In questo caso bisogna utilizzare un tempo di scatto più rapido.

La stabilizzazione è preziosa per la fotografia notturna, il paesaggio a mano libera, la fotografia di viaggio, la fotografia d'interni e ambienti poco illuminati, la fotografia con teleobiettivi, i reportage, le riprese video e tutte le situazioni in cui non è possibile utilizzare un treppiede.

Quando la fotocamera viene montata su un treppiede, la situazione cambia. Su alcuni sistemi moderni la stabilizzazione può riconoscere automaticamente che la fotocamera è ferma; su altri è consigliabile disattivarla, soprattutto con esposizioni molto lunghe. Non è però una regola assoluta poiché dipende dal sistema di stabilizzazione e dalla fotocamera.

Dobbiamo tenere a mente che La stabilizzazione non sostituisce la tecnica fotografica: permette di fotografare con tempi più lunghi, ma non rende automaticamente nitida una fotografia. Bisogna sempre considerare il tempo di scatto + movimento del soggetto + lunghezza focale + tecnica del fotografo + stabilizzazione. In altre parole, la stabilizzazione è uno strumento che aumenta le possibilità del fotografo, ma non elimina i limiti fisici della fotografia.

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